sabato 14 agosto 2010

Margherita Dolcevita


MARGHERITA DOLCEVITA
STEFANO BENNI
Edizioni Feltrinelli
Pagine 206 (2005)

TRAMA
Margherita è una sedicenne cicciottella, dai capelli rossi e con un leggero difetto al cuore. Vive con la sua famiglia in campagna. Un giorno davanti a casa sua spunta un cubo di vetro con annesso giardino di plastica e fiori finti: sono arrivati i nuovi vicini, i signori Del Bene, portatori di novità e tecnologia, ma un pò misteriosi e con la puzza sotto al naso. La vita di Margherita e dei suoi familiari da ora in poi inizierà a cambiare radicalmente...
CONSIDERAZIONI
Questo poteva essere uno dei miei libri preferiti in assoluto. Lo fissavo sul comodino e mi imponevo di leggerne poche pagine per farlo durare il più possibile, e allo stesso tempo non riuscivo a smettere: ogni capitolo chiamava un nuovo capitolo. Margherita e le sue visioni del mondo sono la parte "infantile" di noi che dovremmo conservare sempre intatta, per non perdere di vista le cose semplici, per mantenere un pò di ironia e malizia, indispensabili per non farsi sopraffare dai piccoli e grossi problemi che tutti i giorni dobbiamo affrontare.
Poteva essere il mio preferito, ma Benni nelle ultime pagine ha cambiato registro, forse frettoloso, forse un pò troppo grottesco e sognatore mi ha lasciato con un grosso punto di domanda disegnato sul viso......ma come caspita finisce? confesso che con un pò di vergogna di me stessa sono dovuta andare a cercare altre opinioni in merito, e con sorpresa (mista a sollievo) ho scoperto che non sono l'unica ad essere rimasta col dubbio. Il finale lascia una doppia interpretazione, o forse Benni non è riuscito a spiegarsi bene, chi lo sa. Comunque per quel che vale un mio consiglio, leggetelo....almeno fino al penultimo capitolo, lo adorerete, e non è detto che comunque il finale sia deludente....è molto particolare, tutto qui.
CITAZIONE

"Irene ha un nuovo rene
Che funziona proprio bene
Ma poiché era di un cane
Ha una reazione stramba:
Piscia alzando la gamba"

"Dormire e svegliarsi sono le uniche attività umane dove non siamo né buoni né cattivi. Pensaci bene. Si può respirare sparando col mitra, mangiare la coscia di un cugino, pisciare in testa a un cane, e non parliamo di parlare, scopare, e guidare la macchina. [..] Ma quando dormiamo siamo tutti uguali, morfeonauti inermi nel colorato gorgo, e non conta cosa si sogna, se non saremmo tutti in galera. E non è neanche giusto dire: mi sono svegliato incazzato. Ti sei svegliato e poi, in un attimo, hai fabbricato i tuoi motivi di rabbia. E se metti la sveglia per andare a fare un attentato di buon'ora, beh, fino a quando la sveglia non trilla sei innocente."

"Per finire, Pisolo aveva incontrato sul prato uno stronzo di Bozzo, ed era stato come vedere un Picasso. Ventisette centimetri di materiale, a tre volute, con conclusione svirgolata a sinistra. Odoroso di vitamine e controfiletto. L'aveva guardato per un'ora, invidioso e ammirato. Ahimè, il suo piccolo deretano plebeo non sarebbe mai stato capace di un simile capolavoro. Così sonnecchiava sotto il tavolo, pensando al suo destino di bastardo: stronzetti e crocchette."

Migliori

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